Non è la prima volta che gli artisti e l’arte parlano di Pfas. Ma è la prima grande collettiva (36 artisti!) in un luogo davvero topico dove mai nessuno avrebbe pensato di arrivare e di esporre, tanto è coinvolto, nel bene e nel male, il Comune di Montecchio Maggiore. Solo una vera e propria «Presa di coscienza» nell’epicentro del sistema? Forse qualcosa di più: la forza e l’insubordinazione dell’arte! Che agisce e occupa gli spazi fisici e simbolici irragiungibili per il potere.

Prima di lasciarvi alla presentazione scritta sui social da Alberto Peruffo (montecchiano, leader storico del movimento no pfas), il giorno prima dell’inaugurazione, e con le foto di Federico Bevilacqua (fotografo protagonista della mostra con una serie dedicata al movimento no pfas, sul soppalco), e senza entrare nei dettagli della Nuova Galleria Civica che questo sito ha visto nascere e in parte promosso, facciamo seguire una breve sintesi di ARTE E PFAS, dai nostri archivi.
PS Il giorno 7 febbraio, ore 16.30, il Maestro Bepi De Marzi, da sempre vicino alla lotta No Pfas, ricorderà il Dott. Giovanni Titta Fazio, figura di primo piano di tutto il movimento, recentemente scomparso. Per i suoi contributi più importanti invitiamo a visitare l’Archivio PFAS.land.
ARTE E PFAS. OPERE E OPERAZIONI. BREVE SINTESI
Il primo lavoro artistico pioniere sui PFAS, a nostra memoria, è:
PFAS SUITE 2017
performance videomusicale in H-AMBIENT2 presentato ad Alture Festival
di Alberto Peruffo con Edoardo Egano
>> LA MIA ARMA SEGRETA | Forno Fusorio di Tavernole | PFAS SUITE + H-AMBIENT2
Seguono:
C-DUVAL. NON TORNERANNO I PRATI 2018
teatro performativo presentato in vari contesti e in apertura al Festival della Lessina 2019
di Alberto Peruffo con Giuseppe Savio ed Edoardo Egano
>> https://casacibernetica.cloud/category/c-duval-tour/
IN DIFESA DELA PORA TERA MIA (LA TERA DEL ME CORPO) 2021
requisitoria poetica dell’Avvocato Ernesto Calzavara e c.
al Processo contro il Brigante Bernuffo*
atto unico teatrale presso il Tribunale di Vicenza, 25 aprile 2021
di Nuova Fattoria Artistica
>> https://casacibernetica.cloud/2021/04/29/maxi-processo-pfas-rinviati-tutti-a-giudizio-e-difficile-cantare-vittoria-a-fianco-di-marco-paolini-report-e-altre-sottolineature/
ACQUE E TERRE ACIDE DEL POSCOLA-GUÀ. VIAGGIO NELLA MIA TERRA CONTAMINATA DA PFAS 2022
booklet artistico con fotografie, testi, opere grafiche e pittoriche, poesie
di Silvana Gaspari
>> [qui un estratto] https://pfas.land/2023/10/18/18-ottobre-2023-poscole-passato-e-presente-testimonianze-di-una-violenza-ambientale-senza-precedenti-tra-speculazione-e-pfba-i-nuovi-dati-arpav/
H2OFELIA PER FALDE ACQUIFERE SCOMODE 2023
teatro di performance d’arte
di Fratelli Dalla Via con Loretta Marangoni e Tatiana Vedovart
>> https://www.facebook.com/profile.php?id=100090631422714#
PRE-HISTORIA COVO D’ARTISTA 2025
collettiva d’artisti presentata a Palazzo Dandolo e altri contesti
curata da Roberta Feoli e Silvana Gaspari
>> PRE-HISTORIA covo d’artista | CANAL GRANDE Palazzo Dandolo Venezia | gli artisti prendono POSIZIONE. Le nuove cartucce ON THE ROAD
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La presentazione di Alberto Peruffo. Seguono alcune foto (scattate col cellulare) dell’inaugurazione di Federico Bevilacqua.
ARRIVANO GLI ARTISTI NO PFAS NELLA CITTÀ DOLENTE, DA DOVE TUTTO È PARTITO
Nella «città dolente», come si legge nella prefazione del libro NTIP da parte del decano della cultura veneta, Francesco Vallerani, arrivano gli Artisti No Pfas.
«Perché l’arte possa essere testimonianza significativa laddove altri mezzi possono fornire informazione», si legge nella presentazione di Michela Modolo, pittrice vicentina e tra le coordinatrici del progetto.
È un lavoro lungo e sotterraneo [1] quello espresso dal concept di questa collettiva, e l’arte, se diventa «una presa di coscienza» – titolo della mostra – nei territori, concreti, è davvero disarmante, anche nei confronti delle amministrazioni, impantanate nei poteri. Di qualsiasi città o residenza.
Come abbiamo scritto fin dalla nostra prima grande opera corale – «rendere le persone libere è lo scopo dell’arte» [2] – con questa grande mostra collettiva possiamo dire che l’arte, nel caso specifico, ha sconfitto la politica. O meglio l’arte, come forma di espressione politica (tutto è politica, è polis), di prima politica, ha messo in ginocchio la politica classicamente intesa, l’amministrazione politica, il farsi amministrativo della politica, del potere. Di solito avviene il contrario, perché l’arte e la cultura sono serve della politica. Delle amministrazioni. Dei poteri contingenti.
Mi spiego. È davvero un fatto straordinario che un collettivo di 30 e più artisti che si firmano No Pfas arrivino proprio a Montecchio Maggiore, città dove è nato e partito – ed è stato pure osteggiato – il movimento No Pfas [3]; dove per decenni la questione PFAS è stata manipolata, sottaciuta, deviata dalla stessa politica che ha amministrato i territori. Ancora oggi.
Siamo nella terra non solo dei PFAS, ma della SPV, della TAV, della FIS, del TFA, dei vini e cibo a rischio; siamo nei luoghi della Nuova Pontida e del Giro della Padania, fallite; siamo nel territorio che ha accolto Vannacci e messo a pane e acqua i bambini negli asili; siamo nell’«inferno infrastrutturale» secondo quanto affermato recentemente dal nuovo Sindaco.
Non solo. Se pensate che il libro NON TORNERANNO I PRATI è ancora censurato – nel 2026 – dalla Biblioteca di Montecchio, l’unica grande biblioteca della provincia a non averlo ancora [4], neppure dopo la seconda edizione… se pensiamo a questo, cos’altro si può aggiungere? Quanto ha nascosto per anni e sta nascondendo ancora la politica di Montecchio ai suoi cittadini?
Tuttavia esso, libro – l’arte è imprendibile e imprevedibile, se è libera, e libera – come oggetto fisico e simbolico, è tra i protagonisti autorevoli – per sua stessa natura e contenuto – della mostra, proprio a Montecchio. Qui i dettagli su luogo, orari, contenuti >> https://www.comune.montecchio-maggiore.vi.it/…/artisti…
Quindi, nella «città dolente», tra la «perduta gente», come ha scritto Vallerani, docente di geografia culturale presso le Università di Padova e Venezia, arriva LA «presa di coscienza» mediante UNA importante mostra. Come anticorpo? Come nuova vita? Affinché grazie all’arte, continua Vallerani, «dopo l’indignazione […] sia urgente avviare la fase della cura dei paesaggi feriti poiché nessun cittadino consapevole delle terre del Guà vorrebbe mai che si scrivesse a caratteri cubitali, alle uscite dei caselli di Montecchio e Montebello, “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”»? [5]
Che possano veramente tornare i prati, se veramente ci alziamo in piedi e cambiamo direzione.
Domani l’inaugurazione alle ore 11.
Buona mostra.
Montecchio Maggiore, 17 febbraio 2026
1. https://progettoterranostra.it/opere-e-artisti-no-pfas/
2. http://www.antersass.it/wandering_cemetery/default.htm
3. https://pfas.land/…/31-dicembre-2022-breve-storia…/
4. https://biblioinrete.comperio.it/catalogo…/search/lst…
5. https://edizioni.cierrenet.it/…/non-torneranno-i-prati-2/ [@Cierre edizioni]
GALLERIA FOTOGRAFICA di Federico Bevilacqua














