ARTE e POLITICA: «L’ARTE ARMATA» | Artivismo antimilitarista: l’esperienza del Movimento No Dal Molin a Vicenza | The Wandering/Burning Cemetery su CONNESSIONI REMOTE di UniMI

con Chiara Spadaro, Rosella Pizzolato, Carlo Presotto – la testimonianza inedita di Alberto Peruffo sull’opera-azione The Wandering/Burning Cemetery nell’articolo dedicato all’arte politica pubblicato in CONNESSIONI REMOTE, la rivista di indagine artistica dell’Università degli Studi di Milano diretta da Anna Maria Monteverdi.

«C’è voluto tutto il nostro coraggio a mettere in piedi una rivista in piena pandemia» – l’incipit di Anna Maria Monteverdi

«Che nel suo insieme il sistema sociale dell’arte possieda una vocazione politica è un dato che possiamo dare per scontato. Questa attitudine non solo caratterizza la comunicazione artistica fin dalle sue origini, ma si rivela nel fatto che i contenuti di tipo politico sono una parte sostanziale della materia simbolica dell’immaginario artistico. Nello stesso tempo le opere d’arte sono a loro volta un mezzo per creare contenuti politici e l’esposizione alle forme d’arte ha, o comunque dovrebbe, stimolare nei pubblici un pensiero di tipo politico» – così si legge nell’Introduzione [di Vincenzo Sansone; Laura Gemini, Flavia Dalila D’Amico] del Volume 2, N. 2 di CONNESSIONI REMOTE – L’artivismo: forme, esperienze, pratiche e teorie – la rivista del Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano che indaga sul rapporto tra tecnologia, arte politica e teatro, ispirata dal lavoro pionieristico di Giacomo Verde, artista e attivista scomparso nel 2020, precursore della videoarte e dell’artivismo tecnologico..

SCARICA IL PDF INTEGRALE DEL FASCICOLO >> https://riviste.unimi.it/index.php/connessioniremote/issue/view/1643/319

Entra nel sito con tutti i capitoli >> https://riviste.unimi.it/index.php/connessioniremote/index

Così viene presentato l’Artivismo nella Rivista diretta da Anna Maria Monteverdi:

«L’Artivismo è un termine che indica il connubio tra arte e attivismo politico, un binomio che affonda le sue radici in epoche lontane ma che si è specificato in tempi più recenti in relazione alla comparsa delle prime reti telematiche negli anni Ottanta per poi diffondersi con lo sviluppo di internet e della cultura digitale. Questo secondo numero di Connessioni Remote intende fornire una mappatura delle diverse pratiche che dalla fine degli anni Novanta a oggi nutrono i sentieri dell’artivismo nell’intento di ricostruirne le storie e sondarne le forme per indagare le esperienze più recenti con particolare attenzione alle pratiche digitali e web based, intese come luoghi di osservazione privilegiati non solo delle estetiche contemporanee ma dei processi di connessione e condivisione fra gli artisti e i pubblici che permettono di cogliere e analizzare il portato politico delle forme odierne dell’artivismo digitale».

All’interno della Rivista, molti gli interventi, gli scritti, gli articoli e i contributi. Nella SEZIONE II – ARTE E ATTIVISMO troviamo l’articolo collettivo di Carlo Presotto, Rosella Pizzolato, Chiara Spadaro, Alberto Peruffo (sottoposto a double-blind peer review).

Artivismo antimilitarista: l’esperienza del Movimento No Dal Molin a Vicenza

Clicca sull’immagine per l’Abstract

Il contributo su The Wandering/Burning Cemetery è così introdotto:

Riportiamo direttamente come documento, il testo di Alberto Peruffo che presenta in prima persona la storia della realizzazione di una delle operazioni artistiche che hanno caratterizzato in termini simbolici il percorso del Movimento No Dal Molin. Ci sembra una testimonianza importante per documentare un ulteriore aspetto del rapporto tra creazione artistica e militanza attivato dall’esperienza vicentina, al centro cronologico della parabola del movimento. Al posto di un’analisi critica della performance ci sembra utile restituire le motivazioni artistiche del processo creativo attraverso le parole stesse dell’artista, che ci portano in presa diretta al cuore di quello che stiamo definendo come Artivismo, una pratica in cui arte, etica, politica e vita personale si fondono in gesti complessi,il cui eco permane nelle relazioni e nelle identità sociali e personali.

Leggi l’articolo integrale >>

https://riviste.unimi.it/index.php/connessioniremote/article/view/14911/14061

[INCIPIT di THE WANDERING/BURNING CEMETERY di Alberto Peruffo
«Era come se a parlare fosse stato il paesaggio», Wu Ming 1
La mia esperienza di “artista armato” affonda le sue radici nella devastazione del territorio in cui sono nato. La pianura veneta ai piedi dei monti. Affonda e sprofonda nell’aria fetida che respirano i miei figli, gli amici, i compagni, le compagne... continua a pag. 13pdf/201rivista]

Segnaliamo anche l’intervista a Carlo Presotto, Rossella Pizzolato e Chiara Spadaro comparsa su The Black Coffee >>

Cosa rimane del Movimento No Dal Molin? Quando l’azione teatrale si fa politica
di Simona Maria Frigerio

Sotto un estratto:

Tornando al Presidio dei No Dal Molin, intervenne anche Alberto Peruffo con The Wandering/Burning Cemetery. In quel caso una performance itinerante con rogo finale – forse catartico. Avete partecipato a quell’esperienza, magari come spettatori?
Chiara: 
«Non ho partecipato alla performance in cui, alla fine, si bruciarono le croci ma ad altre iniziative similari, dove si utilizzavano vari dispositivi alternativi al fuoco. Ne ricordo una al Parco della Pace, imbiancato di neve, in cui si usarono dei fumogeni rossi che, simbolicamente, rimandavano alla guerra, alla morte, alla realtà della base militare che sarebbe sorta lì accanto. Ciò che mi è rimasto è il ricordo di iniziative tutte molto emozionanti da vivere in prima persona. Mi sentivo parte di un corpo collettivo che agiva in un preciso momento, in perfetta sincronia, e che dava la sensazione a ognuno di contare, di avere un ruolo insieme agli altri. Nessuno era indispensabile, ma ciascuno era importante».
Carlo: «Vorrei sottolineare come la percezione del corpo collettivo sia l’elemento forte del discorso di Chiara. Personalmente, ho sempre vissuto i lavori di Alberto come delle celebrazioni, dei rituali, in cui non si capisce bene cosa stia succedendo ma si sente un flusso di energia che scorre. Per quanto riguarda l’elemento catartico, non direi che quel tipo di esperienza sia stata risolutiva: non era un rito di passaggio o di transizione. Non si risolveva mai. In effetti, non abbiamo chiuso la questione No Dal Molin. Neppure quando è stata costruita la base. Sento che quel laboratorio continua in qualche modo a covare sotto le ceneri, in altre forme, sempre all’interno di un discorso di un’altra città possibile, di un’altra relazione possibile».

LA PERFORMANCE NON TORNERANNO I PRATI CHE RIASSUME IL PERCORSO di The Wandering/Burning Cemetery [2007/2018], un’opera-azione artistica durata 11 anni e che oggi ha generato nuovi percorsi e relazioni, tra cui l’incipit immaginifico di VICENZA SI SOLLEVA e il fondamento creativo del collettivo scientifico/digitale di PFAS.land >>> C-DUVAL NON TORNERANNO I PRATI >> vari link tour > scheda >> clicca per allargare

NONTORNERANNOIPRATI_ presentazione autunno 2019 def

[avvia i video selezionando schermo intero]

Per le altre opera-azioni di arte politica di Alberto Peruffo tra cui le Tristi Montagne Fumanti, segui questo llnk >> http://www.antersass.it/alberto_peruffo/alberto_peruffo_concepts_works.htm.
Ricordiamo che l’autore ha scritto un saggio teorico dal titolo L’arte armata e la religione disarmata – Sequenze teoretiche e conseguenze pratico-politiche dopo la Prima Formulazione del Realismo Costituito [lavoro teoretico formulato con il collettivo del primo periodo della Casa di Cultura Cibernetica 2011/2012] di prossima pubblicazione.

+++ seguono estratto dalla pagina web originale 2007
e il video presentato al Festival No Dal Molin / Biennale di Venezia 2007 +++

pagina web 2007

a social living sculpture
HEAR THE WAY YOU LOOK – THINK THE WAY YOU WALK
THE WANDERING CEMETERY
INTRUDES INTO THE CITY
A LIVING SCULPTURE – UNA SCULTURA SOCIALE
Night descent into the city by way of symbols and thoughts, tens of thousands of dead rise from the Veneto Alpine plateaux

Strani presagi si alzano dalla pianura veneta. L’aria è irrespirabile.
Il tessuto urbano fagocita il tessuto umano. Basi di morte sradicano fondamenta di vita.
I morti degli altipiani, decine e decine di migliaia, di molteplici nazionalità, si svegliano.
Decidono di scendere. Indagano. Vogliono sapere come agiscono i vivi. Passano tra loro, di notte.
Testimoniano e lasciano ciò che resta per noi, di loro, e per loro, di noi: il silenzio.


conceived and directed by Alberto Peruffo
editing video by Valerio Folco
music by Lorenzo Menato

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