C’è un che di sacrilego nell’assistere alla corruzione dell’acqua pulita.
Elif Shafak
Il 27 giugno 2026 a Venezia si è svolta in due posizionamenti, sotto l’attento sguardo delle Forze dell’Ordine, l’articolata performance Alice (Abramović) in Pfasland, presso le Gallerie dell’Accademia e i Giardini della Biennale.

Seguono le suggestive gallerie-video del fotografo Federico Bevilacqua e del documentarista Simone Bardi, quindi le testimonianze degli attivisti-artisti (artivisti!), a cominciare dall’ipotesi penale di “concorso di reato in avvelenamento di massa” (439 c.p.) prefigurata da Alberto Peruffo – autore regista e performer dell’operazione – che giunge come consegna strategica al movimento No Pfas, alla Rete Zero Pfas, dopo 10 anni ininterrotti di impegno frontale e ad un anno preciso dalla Sentenza storica emessa dal Tribunale di Vicenza per il Processo Miteni (ricordiamo di passaggio la testimonianza chiave di Robert Bilott 2017-2023), a seguito dei nuovi studi sul vino di Ca’Foscari, alle analisi indipendenti, alla recidiva negazione all’informazione sui dati alimentari da parte della Regione Veneto, che da anni “temporeggia”.
Come ha sottolineato il medico ISDE Vincenzo Cordiano, «in altre nazioni hanno vietato il consumo di alimenti prodotti nelle zone ad alta contaminazione». Qui da noi, a valle della Miteni, della SPV e della TAV, del TFA della FIS, dei carboni della CHEMVIRON, nella terra di nessuno, ad altissima concentrazione di Pfas, in questi ultimi anni hanno invece piantato ettari di vigneti industriali. A conferma della vocazione di queste terre perdute: vere e proprie “zone di sacrificio ad alto reddito“.
Dove la politica fatica ad intervenire, l’arte spinge alla «legittima oltranza», invocando il diritto per vie non controllabili. Un ringraziamento speciale ai tre collettivi intervenuti: Pre-Historia Covo d’Artista, Progetto Terra Nostra, ife collective [in fondo all’articolo le Cartucce Artistiche Alice in Pfasland dei Collettivi].
Qui il Concept origine >> https://pfas.land/alice/
Qui il Report di Rete Zero Pfas >> https://www.zeropfas-italia.org/?p=1235
Testi in calce di Alberto Peruffo, Maurizio Mazzetto, Claudio Lupo, Silvana Gaspari, Roberta Feoli De Lucia.
GALLERIA di Federico Bevilacqua
































































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VIDEO di Simone Bardi
[con le testimonianze di Roberta Feoli De Lucia, Silvana Gaspari, Claudio Lupo, Renato De Marco, Alberto Peruffo C-Duval]
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LA “CONSEGNA PENALE” di Alberto Peruffo

Alice in Pfasland, la Terra non più dei Fortunati, bensì degli Avvelenati. Dunque: “i pessimisti non fanno fortuna”1, ma gli ottimisti che la fanno sulla pelle degli altri possono essere sottoposti non solo al “giudizio” militante e artistico di un’opera narrativamente sovversiva, ma anche al codice penale. Al giudizio di un Tribunale. Stiamo preparando una solidissima denuncia penale contro i dirigenti della Regione Veneto per concorso di reato in avvelenamento di massa previsto dall’articolo 439 del codice penale. La Regione Veneto da anni sa – conosce, è consapevole, non consegna i dati appositamente, come già dimostrato dal Rapporto ONU 2021/2022 e dal TAR 2021 – che sta distribuendo alimenti contaminati. Il recentissimo studio di Ca’ Foscari sul vino lo conferma, come le nostre analisi indipendenti. Le istituzioni della Regione Veneto fanno questo consapevolmente e non hanno adottato le necessarie misure di precauzione e di informazione per la popolazione del Veneto (e pure per l’export), che può dirsi tutto fuorché fortunata ad avere una classe dirigente del genere. Che si riempie la bocca di “eccellenza”. La storia di questi territori ci consegna sì una genìa di politicanti “eccellenti”, ma solo nel fare propaganda di consenso. Questa è la vera eccellenza del Veneto contaminato: non c’è giorno che i politici del Veneto siano nei social o nei media mainstream solo a fomentare “distrazioni”, per raccogliere voti, non certo perché credono in quello che “fanno” scrivere ai loro uffici mediatici o ad uscire dalla loro bocca. Sono inveve inetti – “eccedenti” in negativo – nel fare il loro dovere di garanti della salute pubblica.
Lo Studio Epidemiologico mai partito nella Regione Veneto è una controprova politica dei dati alimentari non rilasciati2. Il silenzio sulla TAV e il PFBA dei cantieri SPV, a Vicenza e provincia, sono la prova provata3.
Attenzione, questa inettitudine ha provocato morte e malattia4, e per questo porteremo tutti i responsabili in tribunale. Tutti, non solo i produttori, come abbiamo fatto con il Processo Miteni, ma anche coloro che hanno permesso e/o non hanno controllato, dati alla mano: la Regione Veneto che ha firmato le AIA della Miteni – durante l’emergenza PFAS!, ma anche prima; l’ARPAV che non ha controllato come si doveva e come sta accadendo ora per la Chemviron di Legnago; gli ufficiali della Prevenzione e della Salute che non rilasciano i dati alimentari e non fanno il loro dovere.
Ancora oggi, dopo la Sentenza Miteni, persiste questo comportamento, in piena cognizione di causa. Le istituzioni sanno e tacciono, contravvenendo alla legge, al diritto, costruito con la forza civile delle lotte. Siamo di fronte a un crimine istituzionale, coperto da cariche istituzionali. Che inficia il diritto alla salute di centinaia di migliaia di persone. I dirigenti di queste istituzioni vanno denunciati per concorso in causa di reato, previsto dall’articolo 439 del Codice Penale.
Dopo aver chiamato alle armi/arti gli artisti, che nessuno può controllare, l’autorialità collettiva ci legittima ad agire facendo questo nuovo passo: agiremo per via penale contro i responsabili della salute, poiché non l’hanno garantita e violata avvelenando alimenti in concorso di causa prima che fossero distribuiti, permettendo di pescare su pozzi che si sapevano contaminati, senza controllo prima e dopo la produzione alimentare, in piena cognizione di causa. Lo faremo a cominciare dalla Presidenza della Regione e dalla Dirigenza della Prevenzione. In omni tempore. Del passato e del presente.
Per approfondimenti rimando agli articoli storici sulle corresponsabilità pubblicati su PFAS.land, fondamenta del Processo Miteni.
Alberto Peruffo
Montecchio Maggiore, 8 luglio 2026.
- «”I pessimisti non fanno fortuna” è il titolo di un libro – lo affermo dopo averlo letto per bene, in qualità di editore dal 1999 e libraio con innumerevoli presentazioni e curatele – di un libro ridicolo e autoreferenziale, scritto dal fu Presidente della Regione Veneto Luca Zaia nel 2022 (nel pieno della criticità PFAS, estesa oggi ai coevi cantieri della SPV, sotto processo pure questi, ndr), lo stesso che per risolvere il grande problema dei PFAS nel 2018 mise i limiti “spannograficamente” e la cui Giunta Regionale, ancora oggi, sotto nuove spoglie (Alberto Stefani), ma con gli stessi dirigenti (dott.ssa Francesca Russo), non consegna i dati alimentari e permette a fabbriche come la Chemviron di gestire i rifiuti sui PFAS nel centro di una città importante e densa di popolazione come Legnago, senza i controlli sufficienti, come hanno dimostrato i blitz del NOE e le recenti analisi indipendenti da parte della Rete Zero Pfas Veneto. Analisi fatte da noi dopo che il Comune di Legnago non ottemperò, come si deve, ai necessari approfondimenti, previsti dal Principio di Precauzione, secondo la sentenza del TAR del 2023. ↩︎
- Il blocco dello Studio Epidemiologico è emerso, oltre che nelle nostre denunce, anche durante la testimonianza del dirigente ISS Pietro Comba durante il Processo Miteni >> https://www.vez.news/ecosistemi/pfas-in-veneto-la-regione-blocco-lo-studio-epidemiologico-a-causa-dei-costi ↩︎
- Sul silenzio dei cantieri della TAV a Vicenza (che attraversano zone altamente contaminate e che di per sé avrebbero dovuto e potrebbero ancora bloccare la folle “grande opera”) e della SPV (già sotto inchiesta per l’uso indiscriminato di cementi acceleranti ad alta densità di PFBA) rimandiamo a questo recentissimo articolo >> https://wwwcovepa.blogspot.com/2026/07/pfas-tav-e-falde-di-vicenza-alla-serata.html ↩︎
- Invitiamo a leggere gli studi ISDE coordinati da Vincenzo Cordiano e di Annibale Biggeri, che sono stati determinanti per il Processo >> https://trendsanita.it/pfas-in-veneto-i-numeri-della-salute-che-restano-nellombra/ ↩︎
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LA RIFLESSIONE LETTERARIA di Maurizio Mazzetto

L’operazione “Alice (Abramović) in Pfasland. A living sculpture” svoltasi a Venezia il 27 giugno 2026 – performance informativa “contro la più grande contaminazione al mondo da sostanze chimiche eterne”, concepita e diretta da Alberto Peruffo + Rete Zero Pfas Veneto in collaborazione con i Collettivi Artistici No Pfas (Pre-Historia Covo d’Artista, Progetto Terra Nostra, ife collective), come si legge nella presentazione dell’opera – mi ha rinviato ad una espressione che leggevo recentemente in un bel romanzo dedicato all’acqua e ai fiumi in particolare.
Ed è questa: “C’è un che di sacrilego nell’assistere alla corruzione dell’acqua pulita” (Elif Shafak, I ricordi dell’acqua, Rizzoli, 2024, p. 387).
Un sacrilegio, dunque. Un attentato alla vita. Una mancanza di rispetto, grave e colpevole, di qualcosa di “sacro”. Come l’acqua.
Nel medesimo romanzo, possiamo leggere: “La parola sumera che significa ‘acqua’ – a, proprio come il curdo aw – vuole dire anche ’concepimento’, ‘seme’ e ‘inizio’” (idem, p. 481).
Mentre l’autrice continua: “I fiumi sono ponti fluidi, canali di comunicazione tra mondi diversi. Collegano una sponda all’altra, il passato al futuro, la sorgente alla foce, i terrestri alle creature celesti, il visibile all’invisibile, i vivi ai morti”.
Per concludere questa sezione con tali significative parole: “Il folclore mesopotamico sa che l’acqua è la forza che determina la vita: gli alberi sono ‘acqua con le radici’, i torrenti sono ‘acqua che fluisce’, gli uccelli sono ‘acqua che vola’, le montagne sono ‘acqua che si erge’ e, quanto agli uomini, essi sono e saranno per sempre ‘acqua in guerra’, mai in pace”.
L’acqua possiede una memoria.
I fiumi sono particolarmente bravi a ricordare” (p. 482).
Speriamo che un giorno possano ricordare anche le nostre azioni di Giustizia, Pace e Salvaguardia del creato.
Don Maurizio Mazzetto
Vicenza, 5 luglio 2026
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L’URLO E LA CONGIUNZIONE. POETICI di Claudio Lupo e Silvana Gaspari
[frammenti letti durante la performance]
Urlo iniziale di dolore (mio solo e assieme agli altri)
Poi silenzio

Sto male, il mio corpo prima lentamente me lo sussurra
poi s’unisce all’anima mia e alla mente e me lo gridano.
Sono ferito e offeso.
Ecco, questo silenzio
per primo mi fa male,
poi il clamore offende il mio sentire:
il silenzio di milioni di persone che tacciono
il clamore delle suadenti fallaci dichiarazioni politiche.
Trecentocinquantamila o ottocentomila umani
coinvolti dalla più grande contaminazione,
feriti anche a morte nei corpi
devastati negli animi
ignorati dai loro simili
traditi dalla politica.
Perché sto male? Che cos’è?
Ė forse il disaccordo con le scelte politiche del mio paese,
ma siamo in tanti e tante sono le opinioni.
Sono l’ingiustizia sociale, il perbenismo, lo stolto autoritarismo,
il rampante protagonismo unito alla tracotante disumanità,
la violenza istituzionale
o le feroci crude quotidiane atrocità?
Tutto questo di certo,
ma in fondo qualcosa di più semplice e immediato.
L’ho capito frequentando strade piazze centri sociali e scuole
attraverso la viscerale sofferenza degli adolescenti:
è l’ipocrisia di tanti, del mondo adulto,
corrotto dalla politica corrotta
che da voce a insidiosi megafoni.
L’istintiva limpidezza della gioventù
smaschera i loro traguardi ostentati,
rivela sepolcri imbiancati.
Chimica sofisticata e assassina
politica prepotente e criminale.
Pfas pfas pfas, la scienza li crea e li condanna
l’industria li esalta e si arricchisce
la politica insensibile e cieca
li ignora e li traveste.
Sì, hanno avvelenato per anni corpi ed anime
tappandosi ogni sensoriale orifizio,
per non sentire vedere persino annusare
gli storici antichi veleni,
che pur odoravano, colorati e riconoscibili al sapore,
arrivando, meschini, a proporli in seguito
inodori incolori insapori,
la novità del progresso,
perché la mela attraente venisse accettata
e la produzione giustificata
col pretestuoso uso militare
per perpetrare guerre e violenze,
assicurare iniqui guadagni,
con l’inganno dei fini
e per giunta facendo leva religiosa,
indicando il dio denaro.
Eccomi qui assieme al popolo inquinato
nella Città sull’acqua a difendere l’acqua
a proteggere figlie e figli
a chiedere alla spannometrica politica
di rendersi degna del ruolo che le è assegnato
di interrompere queste sofferenze
dei corpi, delle menti, delle relazioni,
siamo qui per riprenderci tutti i diritti negati,
siamo qui perché la politica,
il suo ostentato moralismo, la sua pomposa prosopopea,
la sua pretesa autorità,
smetta di essere copertura per privilegi,
sfruttamento, bassezze e grettezze.
Insopportabile attesa,
il tempo è scaduto,
ora risposte e non manfrine.
Vite in gioco.
Oggi dimostriamo che la violenza è perdente
che l’arte e la cultura sono sentieri di pace
che disegnano la mappa politica
per la giustizia sociale e ambientale.
Claudio Lupo
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Nella congiunzione

Mettesti radici nel terreno del mio ventre e il mio
sangue penetrò nel tuo in un intimo scambio
Ridotti a un’unica cosa
ci trasformammo una
nell’altro lo spirito si fece
corpo
ed ebbe il colore del sangue
___ Era veleno, figlio mio.
Immerso in lacune sanguigne
ti condensasti finché ruppero le
acque e giungesti alla luce
___ Era il crepuscolo, figlio mio.
Mi dissero che i bambini vanno allattati al seno
e io ti nutrii con il latte che usciva copioso dalle mammelle
___ Era guasto, figlio mio.
Mi dissero che l’acqua del rubinetto era sicura
e così versai acqua sulle tue labbra per saziarne la sete di vita
___ Era corrotta, figlio mio.
L’acqua è morta e io sputo agro
___ Figlio mio.
Silvana Gaspari
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CAMMINARE SOPRA A UN’OPERA D’ARTE di Roberta Feoli De Lucia

Cosa significa, per un incisore, vedere centinaia di persone accettare l’invito a camminare su una stampa d’arte?
Come si racconta l’emozione di dire:
“Siete i benvenuti. Calpestate quest’opera e rendetela vostra.”
E soprattutto: perché farlo?
Oggi, con “Alice in PFASland”, insieme ad @peruffo.alberto e a #ReteZeroPFAS, tutto questo è stato possibile.
Davanti alle Gallerie dell’Accademia e ai Giardini, tra letture, racconti e le opere di @prehistoria_2025_26 ho visto l’arte trasformarsi ancora una volta, in un gesto condiviso. Ogni passo ha lasciato un segno, ogni impronta è diventata parte dell’opera.
Alla fine della giornata, Venezia mi ha regalato il tempo necessario per trasformare quelle stampe in preziosi libri d’artista.
Le loro pagine custodiranno per sempre i passi di tutte le persone che hanno partecipato a questa fondamentale iniziativa. Perché alcune storie non si osservano soltanto: si attraversano.
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LE CARTUCCE ALICE IN PFASLAND dei Collettivi
Pre-Historia / Covo d’Artista
ife collective / meeting gardens
Progetto Terra Nostra >> Gianfranco Parpinel, Tobia Ravà, Satyam, Giuseppe Vencato, Luciano Longo, Giuseppe Nicoletti, Giovanni Benetton, Toni Buso, Renato De Marco, Carmen Visini, Diana Ferrara, Paolo Ferretton, Giovanni Lenti, Michela Modolo


































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I SERVIZI SULLA STAMPA E FOTO DAI SOCIAL
Il servizio del TG Veneto, Telechiara/TVA
Vicenza Today. L’articolo a firma di Marco Milioni >> https://www.vicenzatoday.it/attualita/derivati-del-fluoro-inceneritore-concia-polemica-1-luglio-2026.html
Foto tratte da FB dei Collettivi






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Foto Cover di Federico Bevilacqua

Antersass Casa Editrice
Montecchio Maggiore, 8 luglio 2026
