SOMMOVIMENTI fisici e culturali | ASSEMBLEA NO PFAS fronte MITENI + incendio «APOCALITTICO» tra BRENDOLA e MONTECCHIO

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1 luglio 2019, tra Montecchio e Brendola.

Per integrare documenti apparsi sui social, per dovere di cronaca – e di testimonianza visiva, consegnataci da vari fotografi e amici – riportiamo alcuni testi e immagini di questa “calda” estate, sui nostri territori. 

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ASSEMBLEA NO PFAS FRONTE MITENI
19 giugno 2019

Il testo scritto da AP sui social + le foto  di Federico Bevilacqua.
Qui il PDF con il riassunto dell’Assemblea.

BONIFICA. RISPOSTA A PANATO, SENZA FILTRI.
DOSARE LE FORZE

federico_bevilacqua_archivio_CCC_alberto_peruffo_010Ciao Luciano, grz della precisazioni e dei documenti (v. commento post 20 giugno sul Piemonte), prontamente studiati, ma non è proprio così. Dovrebbe, ma non è così. Siamo in situazione di emergenza, dichiarato “concretamente”, sul campo, dalla stessa ARPAV, poiché la barriera non sembra funzionare, oltre che ad essere il sito fortementecontaminato e fuori controllo (nel senso lasciato a se stesso, per quanto riguarda la bonifica vera e propria, tanto che i “dementi” del Tribunale – lo dico senza paura di denuncia, ma etimologicamente, ossia come constatazione fattuale dopo uscita sul GdV di loro dichiarazioni – parlano di trattativa per riconfigurare una fabbrica non-chimica in loco)

Attenzione. Facciamo il punto.

Dal sito Min. Ambiente: «Ferme restando le attività da porre in essere nei casi di “messa in sicurezza di emergenza“, necessario a contenere le fonti di inquinamento primario, l’interessato (che potrà coincidere anche con il proprietario incolpevole, che volontariamente decide di attuare le procedure di bonifica) svolge un’indagine preliminare nelle zone interessate dalla contaminazione, sui parametri ritenuti oggetto dell’inquinamento, e nel caso in cui accerti che il livello delle concentrazioni superano la soglia di contaminazione (CSC), dovrà provvedere al successiva caratterizzazione del sito per verificare il superamento delle concentrazioni soglia di rischio (CSR), solo superando tali valori dovrà provvedere alla bonifica e ripristino del sito.

Nel caso in cui accerti che i valori non superano la CSC, con apposita autocertificazione(entro le 48 ore), comunica al comune e provincia competente l’inizio delle attività di ripristino dell’area interessata; se si superano (anche di un solo parametro) i valori della CSR, l’interessato comunica agli enti competenti (comune, provincia, regione, ARPA e Prefetto) le misure di messa in sicurezza dell’area, nei successivi 30 giorni presenta il piano di caratterizzazione del sito inquinato; entro i successivi 6 mesi si provvederà quindi, con conferenza dei servizi convocata dalla regione competente, all’approvazione del progetto operativo di intervento».

Ti sembra che questo lavoro sia partito?
Per arrivare alla Messa in Sicurezza Operativa e Permanente?
Stato e Regione sono colpevoli allo stesso modo, chi più chi meno.

Non solo.

Con la deliberazione della Giunta Regionale n. 360 del 22 marzo 2017, relativa alla modifica del Piano di Tutela delle Acque, la Regione Veneto si è dotata di un importante provvedimento normativo che dà la possibilità di intervenire rapidamente sui «siti potenzialmente contaminati o contaminati, che abbiano generato o siano ancora in grado di generare, ovvero generino con continuità accertate situazioni di criticità relative alle acque utilizzate per l’approvvigionamento idropotabile».

Il 6 dicembre 2017 quando noi andammo con un blitz in Regione per ribadire ciò, la caratterizzazione reale del sito, non quella farlocca annunciata varie volte da Zaia – ti ricordi i 7000 carotaggi, classica uscita spannometrica… – non era nemmeno al 10%. Per proseguire nel febbraio 2018 con Drusian, indagato, che accompagnava l’Arpav a fare le carote! Dove??!! A Sottomarina?? Passami l’eloquente metafora – vacantizia o vacanziera – a tutti i livelli. D’altra parte, di acque sotterranee parliamo. O di procedure?

Difatti, procedendo per procedure, la fabbrica con il concordato di fallimento ha bloccato tutto il “procedimento”. Qualche mese dopo.

Risultato di questa Italia e Veneto spannometrici: tutti se ne lavano le mani e noi continuiamo a ingoiare inquinante. E se piove in modo “sconsiderato”, sempre di più. Con l’aggravante – ultimo regalo della Miteni mediante beneplacito della Regione/Provincia – del GenX e C6O4.

Regione e Stato – con la Provincia di mezzo a dare permessi quando poteva – hanno entrambi forte responsabilità per omessa bonifica e diffusione continuativo dell’inquinamento, soprattutto se si considera che già dal 2013 si sapeva della contaminazione e che veniva fornita acqua non filtrata, pulita, fin da subito, senza informare la popolazione.

Domandiamoci perché hanno improvvisamente spostato Restaino – l’unico a dire le cose come stavano (le disse anche a Montecchio) – a Rovigo?
E perché Dell’Acqua è stato mandato in giro a fare incontri “segreti” – in stanze private – con popolazione e stampa!!
E Mantoan a diventare un fantasma.

Credono che siamo stupidi e che le cose non filtrino?
Noi i filtri – almeno io – gli ho eliminati da un pezzo.

Buona giornata.
a_

>> Foto di Cillsa Cillsa durante l’assemblea generale del movimento no pfas, fronte Miteni, del 17 giugno scorso. Fuori campo, fotografico, le forze dell’ordine ci hanno tenuto compagnia. Un po’ esagerata. Erano forse più di noi, tra agenti in borghese, agenti semplici e agenti in tenuta antisommossa. Certo, un po’ di sommovimento lo stiamo facendo. Da un bel po’. Ma bisogna dosare le forze. Tutte. Sui giusti obiettivi. E poi… a fare del male non siamo noi, ma altri. Anzi, con le nostre assemblee facciamo solo del bene.

Qui il post orginale con i commenti >> https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10156165133505880&set=gm.2577031175663954&type=3&theater

Galleria fotografica di Federico Bevilacqua. Da notare la forte presenza delle Forze dell’Ordine.

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INCENDIO SPAVENTOSO A BRENDOLA
1 luglio 2019

Il testo scritto da AP su FB – poi ripreso da molti, tra cui testate giornalistice [v. Vvox, con il commento assurdo di un prete di Padova] – ha un chiaro riferimento all’incipit del testo «Questa è la terra dove vivo», che denunciò a suo tempo la grave situazione del Veneto, circondato da discariche e strade senza senso. Ovviamente, il carattere iperbolico che carica il nuovo testo, deriva dal riferimento a quello citato, mentre l’aggettivo apocalittico, per quanto apparentemente esagerato, esprime il termine ricorrente tra le persone che hanno assistito in diretta all’evento, davvero spaventoso e che prefigurava possibili morti sul lavoro e impossibile da domare, con alti rischi per i soccoritori. Non solo: crediamo che in Veneto, nell’immaginario contemporaneo, mai si sia visto un incendio così grande e dalle conseguenze inimmaginabili per l’ambiente (qui un “apocalitticco” post di un pescatore due giorni dopo).  Il Governatore della Regione non ha sprecato una sola parola nelle 24ore successive, dedicando ad altro la sua forza mediatica. Come mai?

In calce la testimonianza videodotografica di un fotoreporter anonimo, in volo sopra ai Castelli di Montecchio, in contatto diretto con l’autore.

IL VENETO IN FIAMME
INCENDIO APOCALITTICO TRA MONTECCHIO E BRENDOLA

defaultQuesta è la terra dove… non si vive più.
Mentre gli scellerati del Veneto concentrano, anzi, deviano, il loro concetto di sicurezza su migranti, superstrade, caselli autostradali, Olimpiadi tardoclimatiche, crescita continua di PIL e di altri parametri spannometrici, illimitati, la “nostra” terra brucia. Difficile trovare altre parole, tutti concentrati come siamo – sono – sulle false sicurezze. Così bravi a sputare odio e bile contro quattro poveri cristo, costruire città smart super sicure, videotutelate – ovviamente circondate o invase da zone industriali – ma certamente non in grado di disegnare un basilare piano di emergenza visto che sono deflagrate 1 o 2 o 3, non si sa quante, fabbriche. Perfino l’autostrada A4.

Il Veneto si sta distruggendo da solo. Non ha mai avuto un disegno chiaro. Dalla sua esplosione spannografica. Al posto delle competenze multiple, qui da noi è prevalso il generico «fai te che poi vengo avanti anch’io». L’importante è fare sempre qualcosa. Fare, fare, fare. Anche se sei un geometra e poi dirigi la sanità, oppure un fuoriclasse della comunicazione e controlli i beni ambientali, senza mai averli visti perché sei troppo impegnato a comunicare, a stendere comunicati stampa o querele per i giornaletti di Vicenza. Queste immagini sono un’epifania. Delle zone di rispetto. Decine di migliaia di cittadini sottoposti ad allarme chimico. Tra Montecchio e Brendola, una vernice stesa, pulviscolare, tra gli epicentri di questo e altro. A poche centinaia di metri dai previsti caselli, SPV, TAV, sistema delle tangenziali venete e mi, auspico, da uno zoo di leoni.

Curioso, tangenziali ha la la stessa radice di “tangenti”.

Curioso, notate come la nuvola tossica viaggia verso Vicenza, per via tangenziale; mentre, per via laterale – ci diranno i meteorologi – risale verso Trissino. Nostalgia, credo.

A Trissino, torna a casa. Ivi si producono – ora non più, ma percola il ricordo – le tonnellate di sostanze che serviranno per spegnere l’incendio. I Pfas per le schiume antincendio. A Vicenza, invece, fino a Venezia, ad est del nordest, nei centri politici dello Spannoveneto, si lavora indefessamente giorno e notte per costruire un Veneto suicida, oggi quasi assassino, che tuttavia sia pure curatore fallimentare di se stesso. Pronto a farti bella pure la tomba.

In questi giorni son partiti due amici, conoscenti. Uno si è suicidato, l’altro, l’altra, è stata fulminata da un cancro. Poi l’incendio.

Già, neppure post mortem si può stare tranquilli. Qui in Veneto. Neppure nel lutto.
Non c’è tempo per trascurare gli affari. Neppure quando sei morto.
Devi pensarci prima.
Dai tempi degli esordi della civiltà paleolitica, ops, paleocattolica.
Quando l’altrove non era così inquinato.
Neppure da immagini come queste.
Che ti seguono ovunque.
Tra i figli dei figli.

Sì.
Resta una cosa sola da fare, sempre qui, in Veneto.
Che non è mai stata fatta.

Qui il post orginale con i commenti >> https://www.facebook.com/alberto.peruffo/videos/10156181301875880/

Sotto il video dell’incendio postato su FB. A seguire tre immagini.

 

 

 

1 Comment

  1. Ciao,
    ho appena finito di leggere il tuo libro.
    Ho anche inoltrato a molte persone il tuo post di oggi.

    Insomma sei un grande!
    Con ammirazione e stima
    GP

    Inviato da iPhone

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