la storica LIBRERIA LCDG riapre le porte al paese/Paese | un ATTO «POLITICO» di continua ricerca e futuro «baratto» | dopo gli incontri di VERONA e VENEZIA

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Molti dei montecchiani ricordano le vetrine shock – brunovespizzate – che nel dicembre 2013 portarono il messaggio di saluto di Alberto Peruffo alla cittadinanza: la Libreria La Casa di Giovanni, che per 10 anni aveva servito e movimentato Montecchio Maggiore, portando relazioni e autori da tutta Italia, chiudeva le porte e passava in modalità “libreria fantasma”,  spostando la sua curatela in altri luoghi. Una provocazione «politica». Dove la voce e la vocazione sospendevano forza e lacerazione sui territori non prevedibili della polis. Ricordiamo che viviamo in una zona bellissima del Veneto devastata da varie criticità socioambientali e che la cultura da queste parti è spesso strumento di imbonimento e di distrazione politica.

Dopo 6 anni e varie contingenze, coincidenze, congiunture, tra cui la pubblicazione di diversi libri di amici montecchiani – oltre a NON TORNERANNO I PRATI – Alberto ha deciso di riaprire le porte della storica libreria editrice, che in realtà non è mai stata chiusa, ma aperta – come studio e laboratorio – a una moltitudine di persone, di relazioni e di percorsi culturali, tanto da diventare un punto di riferimento della cultura e della politica dei territori, a livello regionale e nazionale. Molte infatti sono le operazioni e le regie politico-culturali che sono partite da questo luogo e che hanno raggiunto altri luoghi.

Ecco cosa dice Alberto, il 10 dicembre del 2019, giorno della riapertura in regime sperimentale:

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L’annuncio esposto nelle vetrine della Libreria in questi giorni. Si apre in modalità sperimentale, a regime di servizio e di baratto, con gli orari indicativi – non sempre rispettati per varie ragioni – scritti nel foglio che potete ingrandire con un click qui

«È il momento giusto. Di fare un nuovo esperimento, un vero e proprio nuovo atto politico. Nel senso pieno del termine. Di riaprire, o meglio, riconfigurare, le relazioni di prossimità. In paese. Nel pagense. Il “cippo di confine fissato in terra” dicevano i Latini. Dove vivo. La nostra libreria è sempre stata – anche in modalità fantasma – una libreria di relazioni, non tanto di libri morti o semplicemente vendibili. D’altra parte, cosa sono i libri – quelli che resistono al tempo – se non voci che non muoiono mai. Fantasmi del nostro pensiero. Che riemergono al tatto della nostra attenzione. Ognuno di noi ha questa facoltà. Di aprire la porta, la bocca, o un libro. In questi mesi sono usciti molti libri di amici montecchiani – Michele, Jury, le Elise, Giovanni, Madda, la quale ha fatto recentemente un laboratorio qui da me con il compianto prof. Livio Sossi (v. foto sopra) – oltre al mio. Libro piuttosto discusso e non facilmente trovabile. Sono quasi esaurite le scorte della prima edizione. È giusto che ci sia un luogo pertinente dove trovarli. Questi libri. Un servizio alla cittadinanza. Come la possibilità di ordinare ad personam – la ricerca è stata sempre il nostro forte – o di trovare altri libri di prossimità, dove con questo termine voglio sottolineare autori, editori, amici che da anni collaborano con noi e in qualche modo sostengono il mio difficile lavoro di “attivatore” culturale. Specie dopo le ultime lotte territoriali, che ci hanno prosciugato forze ed energie. Anche per aggiornare su queste, sui “processi” in corso, nella doppia accezione. Siamo addirittura in partenza per la Corte Europea, con i Pfas, dopo aver curato la partenza dei processi di Vicenza ed essere coinvolti a doppia mandata contro i responsabili e corresponsabili del caso PFAS-Miten. Cosa faremo? Riattiveremo SOLO il servizio originario di ORDINE LIBRI, tuttavia con qualche novità. Nessuna esposizione di libri commerciabili del circuito librario di vendita (questi si possono trovare a Schio). Esposti si troveranno solo i libri operativi dei nostri archivi, alcuni davvero importanti e introvabili. Fuori da qualsiasi mercato-mercato. I libri esposti si potranno consultare ed eventualmente ordinare, se possibile. Una specie di museo, parlante. Dove le domande – non solo sui libri, ma sul territorio – trovano risposte. Allo stesso tempo terremo una piccola selezione di libri usati di indubbio valore culturale. Anzi, invito gli amici stessi a portarcene. Adotteremo inoltre la pratica del BARATTO per scambiare senza denaro questo genere di libri o altro. Per rompere più o meno simbolicamente una pratica che la contemporaneità ha reso insostenibile: quella del denaro divenuto merce, senza fondamento. Una bottiglia di vino, di olio, una cassa di mele o di verdure di stagione, un chilo di pasta o di non-so-che, come un abbraccio di una persona che non si vede da tempo, in cambio di un buon libro. Alimentazione di tipo differente, ma essenziale alla nostra salubrità, anche mentale. Quel che ci manca infatti oggi sono soprattutto le facoltà critiche e di amicizia, di vicinanza, di sentirsi appartenenti a una comunità, non a una «pubblicità». Questo ci manca, più che gli alimenti “alimentari”. La comprensione delle categorie pubblico/comune, il loro conflitto, alimentano infatti buona parte dell’elaborazione teorica che spero presto uscirà da questi muri che hanno respirato la presenza e il passaggio di intelligenze e amicizie straordinarie. Qui da noi coltiviamo e selezioniamo – segretamente, nelle secrete stanze – quel genere di cibo speciale e immateriale, di difficile gestione… tanto esso è – e deve restare sempre – insubordinato. Inconfezionato. Introdurlo di nuovo – valorizzato da queste forme di economie diverse, suggerendole, declinandole ai fatti dei nostri territori, non proprio felici – è dunque un atto politico. Un’intrusione di democrazia – la voce degli altri – che entra nei corpi, per renderli attivi, vivaci, incontrollabili, diversamente civili, nel senso di portatori di semi di una civis-civiltà che deve cambiare, la civiltà che manca nelle nostre città. Addomesticate. Addormentate. Manipolate. Chiuse in se stesse. Tradite dalla tradizione. Con terra, acqua e aria, i beni comuni primari, contaminati. Passate a trovarci. Se vedete i balconi aperti, aprite la porta: entrerete in un luogo che molti hanno definito magico. Lo credo anch’io. Con qualche difficoltà. Ciao».

PER INFO, CONTATTI, ORDINI PERSONALI scrivete a >> libreriamontecchio@gmail.com

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In calce alcune foto d’Archivio della Libreria 2003-2013, prima della chiusura. Riconoscerete Letizia Battaglia, Paolo Rumiz, Roberto Giordani, Luigi Meneghello (in cover), Reinhold Messner, Mario Brunello, Isabella Balena, Marco Segato, Massimo Carlotto, Patrizio Fariselli [degli Area!], Ricky Gianco, le mani di Franco Battiato (qui sopra), Davide Sapienza, Cristina Donà, Mauro Corona, Andrea Gobetti, il gruppo della Valle di San Lucano guidato dal dolo-mitico Lorenzo Massarotto, con Pierino Radin e Giacomo Albiero; quindi Vitaliano Trevisan e Roberto Dani, Giuseppe Cederna, il simulacro di Joseph Beuys con Umberto Petrin e Lucrezia De Domizio Durini, Enrico Brizzi, Wu Ming 2, Carlo Lucarelli, Michele Santuliana, Franco Michieli e le Guide Don Bosco 6000, Bepi De Marzi, Luisa Muraro, Emanuele Giordana e Monika Bulaj; e poi tutti i vecchi amici della Fattoria Artistica Antersass, Edoardo, Nicola, Maurizio, Lorenzo… e molti altri.

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Di seguito gli ultimi due appuntamenti di Alberto nei giorni prima di riaprire la libreria, a Venezia (prima sua lezione-seminario all’Università Ca’ Foscari di Venezia) e a Verona (performance C-DUVAL. Non torneranno i prati presso il Laboratorio Autogestito Paratodos).

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Galleria Libreria anni 2003-2013

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Per ordinare libri o contattare la Libreria scrivi al nuovo recapito mail libreriamontecchio@gmail.com
o telefona al vecchio numero ancora in funzione
0444 695140

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ALTRE INFO SULLA LIBRERIA DI MONTECCHIO E L’ALPSTATION SCHIO
dove Alberto solitamente si trova il fine settimana
QUI

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